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COMUNICATO STAMPA: “LAMENTELE NELL'AMBITO DELLA PICCOLA PESCA”

Continua il malcontento tra gli operatori della marineria portopalese, in particolare tra quelli abilitati alla “piccola pasca”.
Se ne fa portavoce un navigatore di vecchio stampo ed uomo sempre molto sensibile ai problemi della pesca locale, stiamo parlando di Luigi Marina di anni sessantuno. Marina chiede che venga fatta giustizia a tutti i livelli di competenza siano essi locali, provinciali, regionali, nazionali ed extra territoriali, in relazione alla disparità di trattamento sull'elargizione dei contributi, quali ammortizzatori, in parte, della grande crisi che attanaglia il settore della pesca.
Non si può sopportare che la “piccola pesca” debba essere tagliata fuori dal circuito comunitario e restare passivi di fronte ad altre categorie beneficiarie di sensibili “aiuti”.
La stessa Carta Costituzionale interpone, tra i principi fondamentali, pari dignità sociale sia nel lavoro che nei rapporti civili, economici, nonchè etico-sociali.
È un fiume in piena Luigi Marina. Lo scoramento suo personale e dell’intera categoria che Egli rappresenta, è sintomatico quanto palpabile.
Come si può non capire, aggiunge Marina, che nella crisi totale che attraversiamo essere privati di un qualche cosa, possa pesare come un macigno nella gestione familiare di ognuno di noi?
Con quale entusiasmo ci si accinge la sera a varcare la soglia d’ingresso della propria abitazione, quando già, dopo una giornata di lavoro alle spalle, si ha la consapevolezza di non poter portare il minimo necessario per soddisfare le esigenze di chi trovi ad aspettarti.
Marina invoca l’intervento dell’assessore competente al ramo, onorevole regionale Bufardeci affinchè possa essere collettore e promotore di questo stato di bisogno dei pescatori appartenenti alla “piccola pesca”.
“Vogliamo essere aiutati: perché non usufruire anche noi del fermo biologico?”
Un interrogativo non solo inquietante, da parte di Marina, ma dettato da uno stato di necessità che rasenta l’urgenza assoluta.
In attesa di qualche concreta risposta da chi di competenza e che legge il presente comunicato, e con lo stato di sofferenza ormai testimone quotidiano di ogni pescatore della “piccola pesca” ci si augura di non dover ricorrere a manifestazioni e/o atteggiamenti diversamente censurabili.

P S. Prego le testate giornalistiche tutte sia visive che non, a dare ampio risalto a questo accorato appello. Grazie

Luigi Marina